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latest news

Tamil struggle
"Seek justice – by all means necessary!"

23/05/2012: Third anniversary of slaughter of Tamil people by Sri Lankan army marked by protests all around the world

  Sri Lanka

Greece
Euro crisis deepens

21/05/2012: Revolution and counter-revolution

  Greece

Algeria
Legislative elections give near-majority to the FLN

20/05/2012: Anger from below, manoeuvres from the top

  Algeria

Burma
Two elections, 90% support but no power

19/05/2012: Workers’ organisations must ensure real change

  Burma

 Russia
CWI supporters arrested during Moscow protests

18/05/2012: Police target socialists at protest camp – urgent protests needed!

  Russia, Solidarity

Lebanon
Union leaders call “a strike without credibility”

18/05/2012: Build fighting, democratic trade unions!

  Lebanon

Germany
Massive state repression against “Blockupy” movement

18/05/2012: Thousands attempt to occupy squares and blockade the ECB in Frankfurt, Germany. Protests are banned.

  Germany

 Kazakhstan
Activists released

18/05/2012: Leader of the “Leave Peoples’ Homes Alone” campaign and member of the SMK, Larissa Boyar, and others have been released from prison

  Kazakhstan, Solidarity

Greece
New elections due as pro-austerity coalition talks fail

15/05/2012: For a Left government! For anti-austerity, pro-worker, socialist policies!

  Greece

Tunisia
General strikes, power struggles and an economic stalemate

15/05/2012: Republic’s president, Marzouki, afraid of ‘new revolution’

  Tunisia

 Kazakhstan
MEP speaks out against repression

15/05/2012: "Despite this ferocious oppression, the opposition and discontent of the working class cannot be silenced"

  Kazakhstan, Video

US
Socialist candidate challenges corporate politics in Washington state

13/05/2012: "During an election dominated by career politicians who are loyal to big business, I am running as a Socialist Alternative candidate to make sure there is at least one independent left-wing, pro-worker candidate in Washington State worth voting for."

  US

US
In calculated move, Obama supports gay marriage

12/05/2012: Step up the Struggle for Equality

  LGBT, US

Nigeria
Experiences of the explosion of class struggle

12/05/2012: Urgency of a working class alternative proven again

  Nigeria

Russia
Moscow left holds May Day Moscow demonstration

12/05/2012: Lively and political CWI contingent attracts variety of activists

  May Day, Russia

May Day
Demonstration in Uleåborg Finland

12/05/2012: Meeting discusses involvement in Afghanistan

  Finland, May Day

Kazakhstan
Miners’ strike ends in victory for workers

11/05/2012: Campaign Kazakhstan reports that newspapers in Kazakhstan said a strike by miners at KazakhMys ended on 7 May with a complete victory for the workers.

  Kazakhstan

 Irish referendum
No to the austerity treaty!

10/05/2012: On 31 May Irish voters are asked to vote on the European fiscal treaty. This video explains what the treaty is about.

  Ireland Republic, Video

May Day in Nigeria
Fanfare fails to mask workers’ anger

10/05/2012: May Day should have offered opportunity for workers to pose their demands and agitation before the government

  May Day, Nigeria

France
Weekend that shocked Europe

09/05/2012: Austerity rejected in Eurozone’s second biggest economy

  France

Sri Lanka
United left May Day in Colombo

09/05/2012: Socialist organisations march to joint rally

  May Day, Sri Lanka

Britain
Legitimacy of Cameron and Clegg further shattered

07/05/2012: The Con-Dem government suffered a crushing defeat in last Thursday’s elections for local authorities and in the mayoral contests apart from London.

  Britain

The capitalist “vampire squid” and the class struggle in Europe

06/05/2012: As economic crisis worsens and class struggles continue in Spain, Greece, Portugal and elsewhere in Europe, the need for working class fight-back and to build the influence of Marxism grows.

  CWI Comment And Analysis, Europe

Hong Kong
Thousands march on May Day

05/05/2012: Socialist Action (CWI) campaigning against the capitalist 1% and against racism

  Hong Kong, May Day

Sweden
May Day in Gothenburg

05/05/2012: Bobby Seale as guest speaker

  May Day, Sweden

 Kazakhstan
Trial of Vadim Kuramshim resumes

04/05/2012: Solidarity needed to free Vadim!

  Kazakhstan, Solidarity

Pakistan
May Day in Sindh

04/05/2012: Fotos of impressive march

  May Day, Pakistan

Lebanon
Build a mass workers’ movement to get rid of the corrupt ruling class

03/05/2012: For a workers’ programme that puts forward the socialist alternative

  Lebanon, May Day

Germany
Heading towards days of action against Troika austerity

03/05/2012: Days of action planned in Frankfurt/Main against European Central Bank and big finance

  Germany

Britain
"We’re striking back on 10 May"

02/05/2012: Pension cuts, job cuts, service cuts

  Britain

Ireland
Water charges are just paving the way for privatisation

02/05/2012: Irish government doesn’t seem to have learned anything from the massive opposition to its Household Tax

  Ireland Republic

France
Down with Sarkozy and austerity policies!

02/05/2012: Make the rich and the bankers pay for their crisis!

  France

Sweden
Chinese premier’s visit met by vociferous democracy protests

01/05/2012: CWI supporter Zhang Shujie and other activists took to the streets when Wen Jiabao visited Stockholm and Gothenburg

  China, Sweden

Iraq

No alla guerra per il petrolio! No al libro bianco di Maroni!

www.socialistworld.net, 20/02/2003
website of the committee for a workers' international, CWI

Oggi i lavoratori hanno nuovamente fermato l’Italia. Gli effetti della crisi economica mondiale si fanno sentire anche in Italia,la cui economia deve affrontare anche motivi specifici di crisi. Su scala mondiale il sistema capitalistico sta affrontando la più grave crisi da quella del ’29. In Italia, la crisi di molte imprese trova nella crisi della Fiat, il suo esempio più emblematico.

Se vuoi metterti in contatto e collaborare con noi - Lotta per il socialismo - siamo un gruppo di compagni affiliati al CWI/CIL (Comitato per un’internazionale dei lavoratori). www.worldsocialist-cwi.org

Lotta per il socialismo

No alla guerra per il petrolio! No al libro bianco di Maroni!

Estendiamo la protesta!! Nessuna concessione alla Confindustria!

No alle privatizzazioni! No alla finanziaria! Art.18 per tutti i lavoratori!

No alla guerra in Irak!

Fermiamo il governo di Berlusconi, Bossi, Fini!

Lo scorso 18 ottobre milioni di lavoratori sono scesi nelle piazze italiane come oggi per protestare contro il tentativo di modificare l’art 18. I leader sindacali di Cisl e Uil, quest’estate, avevano concluso un accordo con il governo che è un vero tradimento nei confronti dei lavoratori che avevano precedentemente scioperato anche sotto le bandiere delle suddette organizzazioni.

Le proposte per l’indennita’ di disoccupazione non sono comunque sostitutive di un lavoro con buoni livelli di vita, e quelle, sul mezzogiorno vengono comunque di fatto vanificate dai provvedimenti in studio nella nuova finanziaria, che è ancora peggiore di quella famigerata dello scorso anno. Tagli nel numero di posti letto degl’ ospedali,tagli nella pubblica istruzione e in tutta la pubblica amministrazione, e i tagli negli enti locali,caratterizzano quest’ attacco di Berlusconi alla classe operaia.

La lotta per l’Articolo 18 è diventata un grande scontro tra le classi in Italia. La situazione italiana ha visto l’azione decisa della classe lavoratrice, i precari, un movimento di giovani in fermento e parte della classe media in rivolta contro le interferenze nei processi e in lotta contro il controllo dei mezzi di comunicazione.

Da poche settimane abbiamo visto un’ ulteriore attacco di Berlusconi ai diritti dei lavoratori : la liberalizzazione dei servizi di collocamento. E’ immediatamente evidente il significato storico di quest’ ultimo attacco...Il cosiddetto caporalato viene integralmente legalizzato.

All’offensiva

Gli effetti della crisi economica attuale sono subiti innanzitutto dalla classe lavoratrice. La perdita del posto di lavoro è una drammatica attualità per moltissimi lavoratori. Tutti i lavorator , inoltre, risentano dello svuotarsi dei loro salari causata dall’ inflazione.

Sotto la spinta della pressione dal basso dei suoi stessi iscritti ( e più in generale dell’ intera classe operaia ) la Cgil si è vista costretta a continuare la lotta portata avanti fino ad ora ed a mensionare lo stato attuale dell’ economia. Ma lo ha fatto nel modo peggiore: 4h di sciopero, solo industria e artigianato. Oltretutto la data dello sciopero è stata fissata di venerdi, per prevenire estensioni dello sciopero. Il proseguire in questa tattica, che divide le forze della classe operaia mostra l’ inadeguatezza della burocratica Cgil a guidare le lotte dei lavoratori.

Le mobilitazioni operaie, stanno comunque confermando che non c’è intenzione di scendere a compromessi. Sarebbe lungo elencare tutte le iniziative di lotta messe in campo dagli operai della Fiat che stanno perdendo i loro posti di lavoro e che hanno visto da parte del governo solo provocazioni (oltre ai tentativi di uomini vicini al premier per accaparrarsi le ossa della maggiore azienda italiana). In diversi casi, l’ intera classe operaia ha dimostrato la sua solidarietà ai lavoratori della Fiat. Anche altri settori della classe operaia hanno preso iniziative settoriali di lotta. La nazionalizzazione delle maggiori imprese sotto il democratico controllo dei lavoratori è l’unica via d’uscita all’ attuale crisi.

La battaglia sull’ art 18, da difensiva deve diventare offensiva, e legarsi alle altre, dalla proposta della sua estensione, su per includere la richiesta della fine del governo Berlusconi e della sua cricca.

Strategia per la vittoria

Non possiamo fermarci oggi. Il compito adesso è continuare a combattere e disegnare una strategia per la vittoria. Non c’è tempo da perdere!

Lo sciopero che sta fermando il paese, mostra la forza della classe operaia, e indica a chiare lettere le politiche da intraprendere.

L’estensione dello sciopero di oggi da parte della Fiom, é un segnale positivo, ma non è sufficiente.

Se lo sciopero di un giorno non ottiene i risultati desiderati, ci sarà bisogno di una lotta che includa altri scioperi oltre alla campagna politica referendaria. La resistenza dei lavoratori sta dividendo la classe dirigente. Berlusconi può essere battuto se l’azione continuerà. Il prossimo passo può essere uno sciopero generale di 2 giorni.

Comitati di sciopero devono essere eletti in ogni posto di lavoro. Questi dovranno legare compiti regionali e nazionali per elaborare cosa c’è da fare in questa fase così cruciale per le sorti della classe operaia.

Gli attivisti del ’movimento di movimenti’ potrebbero aiutare a costruire e coordinare il supporto agli scioperi, ma non possono sostituire i comitati rappresentativi eletti dai lavoratori che sono direttamente coinvolti nell’azione.

Oggi è più che mai necessario legare i compiti della classe operaia a livello locale e internazionale.

Anche se Berlusconi sarà costretto a ravvedersi sull’Art.18 e sulle sue iniziative sul collocamento la battaglia deve continuare per toglierlo dal Governo. Il prossimo referendum sull’ art 18 può aiutare ma non costituire l’ asse portante della sconfitta di Berlusconi.

Ipotesi Cofferati?

Berlusconi ha perso una battaglia quando i giudici hanno deciso che il suo processo si sarebbe dovuto tenere a Milano, nonostante che nel tentativo di cambiare luogo ad esso Berlusconi abbia sfidato le ire dei ceti medi, fino alla grandissima manifestazione del 14 settembre. Come sappiamo non sa perdere, e subito dopo sono scattate le minacce di sanzioni disciplinari. Una combinazione di nuovi sviluppi giudiziari e la crescente rabbia dei lavoratori, potrebbe far cadere il Cavaliere dalla sella. Anche il ’Wall Street Journal’ ha scritto, "Berlusconi si ricorda che nel 1994 uno sciopero generale contribuì alla caduta del suo primo governo...".

Ma qual è l’alternativa? Un nuovo governo di centrosinistra (magari includendo anche Rc)? Come l’ultima volta, non prevederebbe delle soluzioni a lungo termine ai vari problemi che si prospettano per i lavoratori italiani, chiunque ne divenga il leader.

Rifondazione cerca di guidare le proteste operaie e contro la guerra. Per far questo avrebbe bisogno (e ciò gli manca ) di un chiaro programma di classe. In realtà Rc non ha un chiaro programma che ponga al centro la nazionalizzazione di tutte le principali aziende, sotto il democratico controllo della classe lavoratrice, e dà l’ idea di avere in mente solo misure neo-keynesiane.

C’è bisogno di un programma politico che corrisponda alle esigenze della società italiana: lavoro, salario garantito, case, servizi sociali. Questo significa che si deve lottare per un governo dei lavoratori e dei poveri, sostituendo questo di capitalisti e reazionari, che nazionalizzi sotto il democratico controllo dei lavoratori le maggiori aziende e banche. Questa è l’unica via d’uscita all’ attuale crisi.

La classe operaia deve guardare avanti e mettere tutte le forze in gioco, per battere il cavaliere, i suoi vassalli, e i complici, e la sistema con il quale essi si arricchiscono.

Guerra per il petrolio

Berlusconi è stato tra i primi ad accodarsi al progetto di una nuova guerra in Irak. Le reali motivazioni di questa nuova guerra sono sotto gli occhi di tutti e non hanno niente a che fare con armi di distruzione di massa eventualmente detenute da Saddam o con il cambio di regime in Irak che è compito irrinunciabile del popolo irakeno. L’ imperialismo Usa interviene solo per difendere i propri interessi, per prendere nelle sue mani le vaste riserve petrolifere irakene.

Dobbiamo incoraggiare la lotta nelle fabbriche contro la guerra, anche con lo sciopero. Oggi siamo all’ indomani della magnifica dimostrazione del 15 a Roma, come nelle principali città europee oltreche delle molte iniziative locali contro la guerra.

La battaglia sui principi che ci spingono a difendere l’Art.18, e a contrastare la privatizzazione del collocamento ha come sbocco politico, non solo un orizzonte italiano, ma gli orientamenti in materia di lavoro in tutta Europa, nel contesto degli scioperi generali in Spagna, Portogallo, Grecia e dell’ondata di scioperi in Gran Bretagna. La battaglia contro la guerra in Irak ha prospettive mondiali.

Il capitalismo è in crisi ovunque e ovunque la lotta dei lavoratori contrasta i tentativi di addossare al proletariato il peso di essa.

Solo la lotta di classe e la chiarezza politica possono portare alla sconfitta del dominio del capitalismo sulle nostre vite.

Telefona:-- Cell.3337409959/3477932075 E-mail: lottaperilsoc@hotmail.com


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Kazakhstan: MEP speaks out against repression, 15/05/2012

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